Radiografia di un “Intrigo contro la Siria”

Da Alessandro Lattanzio uno studio che spiega le trame che violentano i popoli
Davide D’Amario Rinascita 21 Luglio

 La giovane e combattiva Anteo Editrice da alle stampe il libro “Intrigo contro la Siria” dello studioso Alessandro Lattanzio già autore per la stessa casa editrice di un bellissimo libro sull’aggressione occidentalista alla Libia. Un libro questo che porta i contributi anche Ouday Ramadan e Costanzo Preve.
Un libro che narra di come una nazione libera e sovrana viene attaccata da più fronti. Un regime, un presidente, un popolo aggrediti dai ratti, dai mercenari, dai pennivendoli della “Repubblica Universale mondialista”. Quale miglior modo di “recensire” il libro se non rivolgere ad Alessandro Lattanzio qualche domanda …
 
Alessandro Lattanzio, la Siria baathista è sotto assedio … una guerra dichiarata dall’imperialismo occidentalista per tramite di embargo, disinformazione e terrorismo… oggi anche la capitale Damasco sembra non esser immune dalla vergognosa azione di mercenari e tagliagole al soldo di stati capitalisti e servizi segreti occidentali … può inquadrare meglio tale azione di destabilizzazione?
L’aggressione alla Siria, camuffata da ‘rivolta primaverile per la democrazia’, è stata pianificata da anni da parte degli USA e dei suoi alleati della NATO e arabi. In prima fila, in questo complotto, vi si trovano i regimi retrogradi delle petromonarchie. Lo scopo principale di tale aggressione è contenere l’espansione dell’influenza dell’Iran; espansione favorita dalla catastrofica e inutile ventennale guerra all’Iraq, avviata dalle amministrazioni statunitensi di Bush senior, Clinton e Bush junior. Il peso insopportabile delle guerre perdute, in Afghanistan come in Iraq, aveva spinto l’amministrazione di Obama a ritirarsi dall’Iraq. Ma non prima di assicurarsi l’appoggio delle monarchie settarie sunnite del Golfo Persico, economicamente, militarmente e politicamente succubi degli USA. La Primavera araba, non è null’altro che lo scontro tra regimi compradores, legati al mercato borsistico-finanziario occidentale, e stati nazionalisti e socialisti, come Algeria, Siria, Iran e dell’Iraq in via di affrancamento dal controllo di Washington.
 
Una curiosità, come è composto il governo o meglio la struttura di potere del presidente Assad … può narrarci brevemente anche la dimensione e le idee guida del movimento baathista? … insomma perché la Siria fa paura?
La Repubblica Araba Siriana fonda la sua costituzione sull’ideologia del Partito della Rinascita Araba, il Baath, il cui scopo ultimo è l’affrancamento del Mondo Arabo dal colonialismo, dall’imperialismo e dall’oscurantismo settario, tutti fattori che impediscono al Mondo Arabo di uscire dalle continue tensioni politiche, economiche e sociali che generano crisi endemiche che sfociano, spesso, in conflitti, civili o interstatali. Tutto ciò impedisce agli stati arabi di poter sfruttare le proprie risorse per avviare un processo di sviluppo socio-economico risolutivo. Il Baath e i suoi alleati politici, rappresentano tutto ciò, coniugato a quella resistenza antimperialista e antisionista che ha sempre portato avanti nella regione. Il crollo della Siria significherebbe la cancellazione delle esperienze socialiste, antifeudali e antimperialiste che hanno caratterizzato le regioni più avanzate del Mondo Arabo; e contemporaneamente il trionfo geopolitico e strategico delle suddette dipendenza arabe dell’imperialismo occidentale, caratterizzate da subalternità economico-strategica, complementarietà diplomatica e arretratezza socio-culturale. Non va escluso, anzi, che l’eventuale trionfo di queste forze coloniali e oscurantiste, non trascini l’intero Medio Oriente nella dissoluzione, caratterizzata da guerre etniche, civili, persecuzioni religiose e un’oppressione tale da comportare nuove e più drammatiche esplosioni popolari.

Quali son state le tecniche della disinformazione di massa dell’invenzione “del mostro sanguinario” in Siria? Quali i canali informativi che ne hanno preso la testa?
Le tecniche sono sempre le stesse, dai tempi della Prima Guerra Mondiale, quando i giornali-trombettieri guerrafondai accusavano i tedeschi di tagliare le mani ai bambini belgi. Ecco, la tecnica è semplice, riempire i media di ogni tipo di disinformazione riguardo al paese bersagliato dall’azione della NATO. Dalle stragi inventate o arbitrariamente attribuite al governo preso di mire, alla propaganda gossippara, tesa a cercare di screditare le singole figure appartenenti o vicine allo Stato preso di mira. Si è visto con Gheddafi, ben prima del golpe del 15 febbraio 2011, quando il TG3, nell’estate del 2010, imbastì un’operazione di discredito contro la Jamahiriya Libica, intervistando dei presunti ‘prigionieri eritrei dei lager libici’, che sebbene bastonati, incatenati e torturati dalla bieca guardia ‘gheddafiana’, poterono ripetutamente parlare in diretta televisiva, con il giornalista del TG3 Giuliano Giubilei, cosa alquanto difficile per un comune cittadino italiano, mediamente libero, ma a quanto pare assai più alla portata per dei profughi in catene nel bel mezzo del deserto del Sahara… E a proposito di canali disinformativi, oltre ai canali occidentali e panarabi, come al-Jazeera, che non dimentichiamolo, ha stipulato un accordo casualmente con la RAI, sono stati arruolati in questa operazione anche varie cosiddette ONG, da quella di Gino Strada a quelle cosiddette antirazziste, per arrivare alla maggior parte della ‘sinistra antagonista’ o perfino antimperialista.
Un’operazione collegata con la campagna pubblicitaria Freedom Flotilla, finanziata dal Qatar e dai Turchi, volta a legittimare, o quanto meno a occultare, l’azione armata contro la Libia e ad acquisire la fedeltà e l’appoggio delle succitate forze ‘antagoniste’. Non si dimentichi, infine, che il governo voluto dal ‘risorgimentale’ Napolitano, fa ampiamente affidamento sui forzieri turchi e qatarioti per risolvere parte dei problemi economici della nostra repubblica.
 
Le ultime notizie non son particolarmente incoraggianti per i militanti antimperialisti, sembra che il cerchio si stia chiudendo intorno alla dirigenza sia politica che militare baathista … sarà, fatte le dovute distinzioni, un’altra Libia? … la Siria riuscirà a farcela? Russia e Cina cederanno?
Non si chiude nessun cerchio intorno alla Siria, già negli anni ‘80 ha subito un’aggressione altrettanto grave. La perdita di due alti componenti del governo e della leadership siriana, è grave e dolorosa, ma il Baath è un partito strutturato e organizzato. Ha le risorse per sostituire i suoi esponenti caduti in combattimento. La struttura politico-amministrativa della Siria non si basa sull’errata teoria del Libro Verde, ma sull’esperienza del Komintern e sull’esperienza del Baath, un partito panarabo dalla lunga storia. Infine, Mosca e Beijing sanno benissimo cosa accade in Siria, e dopo la fallimentare esperienza liberale di Medvedev, in campo internazionale non permetteranno che si ripeta la tragedia farsesca dell’aggressione alla Libia. L’ONU e la Lega Araba non potranno più agire impunemente da mascheratura dei piani dell’alleanza atlantista-islamista.

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